il gatto appollaiato stringeva tra gli artigli le redini del gioco. tutto quello che accadeva all'interno della giostra di marzapane dipendeva dalla sua volontà. i vari scontri/incontri che animavano le sue giornate rivelavano la visione del suo mondo felino e anticonformista. nonostante le apparenze manifestava una vivacità infantile e un umorismo charmant, celava sotto i baffi una solitudine morbida e pelosa ma sufficientemente stratificata da risultare sacra e inviolabile. i suoi amici, quelli veri, avevano la qualità di essere immaginari e paradossalmente inaffidabili. Donnie era fin troppo introverso e di natura silenziosa, nelle sue vene scorreva sangue apatico e le sue giornate le passava occupando angoli angusti esercitandosi a disperdere lo sguardo nei meandri simbolici del soffitto; Howard, invece, era scomparso, e a niente erano serviti i vari annunci e le numerose puntate di chi l'ha visto. tutto sommato quando le finestre si spalancavano e le ringhiere erano abbastanza alte da recintare l'istinto alla fuga, adorava accartocciare i sogni e zampettarli da un punto cardinale all'altro. nelle sue visioni notturne si immaginava acrobata giocoliere sulle tegole dell'infinito ma si ritrovava a ululare alla luna su stendipanni arrugginiti circondato da mollette di plastica colorata...